Il diabete dell’adulto, o diabete di tipo 2, è caratterizzato da un aumento della glicemia che si manifesta verso i 50 anni, in concomitanza con la menopausa/andropausa.
Spesso si accompagna ad aumento di peso, affaticamento, dislipidemia, ipertensione.
La prevalenza del diabete a livello mondiale è intorno al 10% della popolazione, in Italia secondo l’ISTAT è solo del 5.6%, ma sempre un grande numero di persone.

Malattia o sintomo?

L’aumento della glicemia è un dato facilmente misurabile a basso costo. Posso misurarlo a tantissime persone, fare delle scale in base al numero: pre-diabete, lieve, moderato ,grave. Per ciascuna classe una proposta di terapia uguale per tutti.
Ma la causa? è la stessa per tutti o potrebbero essere diverse?
Domandiamoci come mai la glicemia può essere più alta in alcuni che in altri.

Io mangio carboidrati, mi sale il glucosio, sale l’insulina e il glucosio nel sangue scende.
A qualcuno il glucosio sale, ma con l’insulina non scende così tanto. Insulino resistenza. Per compensare il pancreas rilascia più insulina.
L’insulina in presenza di elevati livelli di glucosio fa sintetizzare trigliceridi agli adipociti….
Ma come mai il muscolo non risponde bene all’insulina?
Semplice: il muscolo è tanto più sensibile all’insulina quanto più acide sono le sue vescicole acide e la cellula l’acido lo produce bruciando nel mitocondrio glucosio e grassi.

I componenti del metabolismo ossidativo mitocondriale li conosciamo già: alcune vitamine del gruppo B, l’acido lipoico, il CoQ10 e il cytC.
L’età, il lavoro, lo stress, la dieta mi alterano la concentrazione di queste sostanze e rendono il mio organismo più fragile.

La mancanza di acido rende i macrofagi incapaci di difendermi dalle malattie infettive e il muscolo insulino resistente.

Una causa, 2 sintomi o forse 3 se consideriamo anche l’aumento di peso (obesità) dovuto al fatto che il mitocondrio brucia meno i grassi e l’insulina alta ne fa sintetizzare di più. Hanno creato una parola nuova per questa situazione semplice: diabesità

Diabete gravidico

L’esempio del diabete gravidico può servire per capire meglio il meccanismo dell’insulino resistenza legato al fatto che il mitocondrio brucia di meno.
Nel corso della gravidanza il bambino cresce nella pancia della madre e man mano che cresce diventa sempre più avido di ferro per far moltiplicare le sue cellule.
In questo modo, se la madre ha delle riserve di ferro scarse, a un certo punto non avrà più ferro e sufficienza per il citocromo C del suo mitocondrio, diventa insulino resistente e si alza la sua insulina.
L’insulina è una molecola piccola, passa il filtro della placenta e va a stimolare la crescita del feto. L’insulina è un fattore di crescita molto potente.
Questo fenomeno è giusto e naturale. E’ il modo in cui la mamma si accorge che il bimbo sta bene, sta bene perché cresce e le ruba il ferro.
Lei fa aumentare l’insulina e il bambino cresce ancora di più.
Un’interazione positiva che però diviene negative se la madre ha troppo poco ferro e fa troppa insulina. il bambino nasce sovrappeso. questo meccanismo naturale molto interessante ci aiuta a capire bene come il ruolo della respirazione mitocondriale sia fondamentale per la regolazione della glicemia in tutte le persone, e come si debbano cercare la cause, multiple, di ogni diabete di tipo 2

Obesità

L’obesità è un modello interessante di come sia possibile confondere le cause con l’effetto.
L’obesità è una cosa che si vede, ti pesi sulla bilancia e sai quanto sei in sovrappeso. L’obesità è un oggetto e se un oggetto esiste può essere causa di un’altra cosa.
Il mondo è pieno di lavori in cui si incolpa l’obesità di essere causa di una ridotta capacità di difendersi dalle malattie infettive e di 1000 altre cose ma se noi andiamo a guardare le cause che cos’è l’obesità?
Obesità e semplicemente quando il motore non brucia. Non riesco a bruciare il glucosio, il glucosio si innalza il pancreas secerne più insulina, l’insulina in presenza di una glicemia aumentata trasmette agli adipociti il segnale di trasformare il glucosio in tessuto adiposo per non buttarlo via visto la fatica fatta per procurarci il cibo.
Allora l’obesità non è una causa e una delle infinite conseguenze semplici della ridotta attività mitocondriale.