Il sistema immunitario (SI) è difficile da descrivere per la sua complessità.
La cosa che più gli assomiglia sono i servizi segreti: sono dappertutto e tu non sai dove sono. Lo stesso si può dire del sistema immunitario, costituito da cellule di tipo molto diverso, ma in grado di collaborare tra di loro al fine di ripulire il nostro corpo da tutti gli ospiti indesiderati, batteri, virus, funghi ma anche dalle nostre cellule morte o da quelle tumorali. Strumenti di comunicazione tra i vari gruppi di cellule sono le citochine, proteine in grado di coordinarne l’azione trasmettendo informazioni su cosa succede nelle altre parti del corpo.

Ci vorrebbero volumi per descrivere quello che sappiamo del SI, io qui intendo fornirne solo la struttura di base, poche informazioni ma sufficienti in molti casi a comprendere il perchè dell’evoluzione più o meno severa di molte malattie infettive.

La fagocitosi

La prima difesa è rappresentata dai macrofagi, cellule specializzate nel produrre molto acido con cui creare piccoli stomaci acidi, i lisosomi, in grado di digerire, trasformandoli in nutrienti, batteri virus e quant’altro.

Questa funzione è in grado di liberarci di tutti gli ospiti indesiderati, senza chiamare in gioco i linfociti destinati alla produzione di anticorpi.
Questo tipo di attività è anche molto economica per l’organismo perchè non richiede la sintesi di proteine, come nel caso degli anticorpi, ma solo carboidrati e lipidi da bruciare (vedi la produzione di energia) per produrre l’acido per i lisosomi. Semplice in linea di principio, ma spesso non realizzabile in tutti, perchè richiede una nutrizione corretta, un’attività fisica adeguata, un corredo di ormoni (tiroidei, sessuali, etc) non sempre presenti in tutti e in tutte le età della vita.

La produzione di anticorpi

Quando la digestione degli estranei non è completa, i frammenti indigeriti (antigeni) vengono presentati a specifici gruppi di cellule, che, attraverso una stretta collaborazione, portano al reclutamento di cellule specifiche per ogni singolo antigene che vengono indotte a moltiplicarsi prima e poi a produrre anticorpi.

Questa fase è molto complessa perchè le cellule per proliferare e produrre anticorpi devono essere rifornite di aminoacidi e ferro, necessario per la sintesi del DNA.

Per rifornirsi di ferro i linfociti producono degli anticorpi adesivi contro i globuli rossi vecchi, che vengono resi appiccicosi da questi anticorpi per essere poi fagocitati per distribuire il loro ferro alle cellule che devono proliferare.
Questo aumento di appiccicosità si misura facilmente con la VES, un esame molto semplice ed economico, che normalmente viene visto come segno generico di infiammazione. In realtà, a parità di gravità di un’infezione, la VES sarà molto più alta in un paziente sideropenico.

 

Per quanto riguarda la fonte di aminoacidi questa è rappresentata dal fibrinogeno, una proteina allungata sintetizzata nel fegato quando stimolato dall’interleuchina 6, a sua volta stimolata dal TNF alfa.

Il problema è che quando il fegato è stimolato a produrre fibrinogeno produce meno di altre proteine come l’albumina che servono invece al normale funzionamento di muscoli, nervi, cuore e fegato.

COMPETIZIONE SISTEMA IMMUNITARIO E RESTO DEL CORPO

Inoltre il fibrinogeno ha più di una funzione. Infatti non solo la formazione del coagulo serve al di fuori dei vasi per far crescere le cellule ma anche all’interno dei vasi per chiuderli quando si tagliano oppure per chiuderli per impedire a microbi di entrare dall’esterno nel nostro sistema vascolare.
Questo significa che un’attivazione della sintesi del fibrinogeno si accompagna ad un aumento del rischio trombotico cioè di infarti e ictus.
Pertanto la situazione di stimolazione cronica del sistema immunitario a formare anticorpi può rappresentare un fattore di rischio per tutta una serie di malattie soprattutto della terza età.

La conclusione è che un sistema immunitario che produce tanti anticorpi e’ un sistema che peggiora le altre funzioni dell’organismo.
Meglio potenziare la capacità dei macrofagi di eliminare gli organismi estranei con i lisosomi acidi, potenziando la capacità respiratoria dei mitocondri.